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poteva scapparci il morto

In pensandoci su on December 15, 2010 at 3:09 pm

Maroni l’ha ridetto, per una volta a proposito. Peccato che fosse infilato in una frase tutta a sproposito: “Noi abbiamo evitato il peggio. Poteva esserci il morto. In 2000 volevano assaltare Camera e Senato”. Tradotto, il ministro degli Interni, dopo essere stato avvisato che avrebbero potuto esserci degli scontri e – si presume, si spera – aver avuto modo di disporre tutte le contromisure del caso, si dichiara soddisfatto di come è stato gestito l’ordine pubblico ieri a Roma.

“Poteva scapparci il morto” alla festa del Pd  a Torino, quando i giovani dei centri sociali hanno contestato Bonanni. Si stavano “alzando troppo i toni” quando i lavoratori hanno lanciato uova contro la sede della Cisl in quel di Treviglio. C’erano “rischi di scontri” alla manifestazione della Fiom del 17 ottobre. E poi ancora a condannare i ricercatori sui tetti contro la riforma Gelmini, il dissenso dei metalmeccanici contro Marchionne, le proteste degli immigrati contro una legge ingiusta e discriminante. In Italia, chi contesta ha torto. Nessuno si preoccupa di capire perché: se arrivi alla presentazione di un libro ed esponi uno striscione, sei comunque un provocatore violento.

Per fortuna, in tutte queste occasioni non abbiamo visto spargimenti di sangue, se non metaforici. Hanno assassinato il diritto ad esprimere liberamente le proprie idee seppellendolo sotto una valanga di retorica che ha trasformato un legittimo dissenso in un pericoloso estremismo, ma nessuno è stato ferito. Tra tutti questi episodi e le manifestazioni di ieri, però c’è una differenza fondamentale: le facce. Le facce incazzate dei ricercatori, quelle giustamente disperate degli aquilani o degli operai di Pomigliano le abbiamo viste. Abbiamo visto le loro urla, i loro occhi. Ieri sono spuntate le sciarpe, i caschi, i passamontagna. Gli stessi che avevano già fatto capolino nei cortei contro la riforma Gelmini, quando hanno iniziato a bruciare i cassonetti.

Chi manifesta per i propri diritti, a maggior ragione in un paese che rivendica di essere ancora, dopo e oltre e nonostante tutto democratico, non ha bisogno di camuffarsi.  Ci si nasconde per fare qualcosa di nascosto, di sporco, di brutto. E cosa c’è di più brutto e sporco dello strumentalizzare una protesta spontanea per i giochi di palazzo? Gli scontri di ieri hanno favorito solo i teatranti che, dentro a Montecitorio, mettevano in scena una farsa penosa pur di rimanere aggrappati alla poltrona. E li ha favoriti sulla pelle di cittadini esasperati e studenti giovanissimi.

E allora non mi ha stupito vedere un paio di manette scivolare lungo il fianco di un “manifestante“. E mi è venuto in mente Carlo Giuliani, e mi è venuto da piangere.

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  1. […] aggiungo un’analisi che mi è piaciuta. In questo blog ci sta bene, visto che dice cose che i giornali non si sognano certo […]

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