la ele

siamo tutti più buoni

In pensandoci su on December 25, 2010 at 1:48 am

Uno buono, buonissimo, è il ministro Tremonti che ha recapitato un bel pacco dono da 300 milioni di euro alle associazioni di volontariato. A guardar bene non è proprio un regalo, visto che sono i soldi del 5 per mille che gli aveva tolto con la legge di stabilità. E glieli aveva tolti per ridarli ai piccoli editori e alle radio e tv locali, dopo che questo decreto aveva sollevato le proteste di tutto il settore. A guardare ancora meglio, però, i soldi che ha ridato ai volontari sono quelli che una settimana prima aveva riassegnato ai piccoli editori, alle radio e alle tv locali. Ok, avete ragione, anch’io ho perso il conto.

Lasciando l’economia a chi la spiega meglio di me, voglio provare anch’io a fare un elenco. L’elenco delle ragioni per cui nella moderna economia dell’informazione, in Italia, è giusto continuare a finanziare i piccoli editori, le radio e le tv locali:

  • perché l’informazione è cultura
  • perché “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura” (Costituzione, art. 9)
  • perché “l’Italia è una Repubblica democratica” (Costituzione, art. 1)
  • perché in una democrazia le elezioni devono essere libere e per poter esprimere un voto libero, i cittadini devono avere la libertà di formarsi delle opinioni
  • perché delle opinioni formate solo in base alle notizie fornite da pochi organi di informazione che rispondono ciascuno all’interesse particolare di chi li finanzia, non possono essere libere
  • perché sarebbe giusto e sacrosanto togliere i finanziamenti pubblici ai giornali di partito nei casi in cui diventano unicamente una forma di finanziamento ai partiti stessi, ma non è con un taglio indiscriminato di questo genere che si colpiscono quelle pubblicazioni
  • perché in un mondo perfetto tutti avrebbero la stessa possibilità di parlare a tutti i cittadini, ma nel nostro piccolo mondo imperfetto ci sono sei grandi reti televisive nazionali che in prima serata parlano a più gente di quanta ne raggiunga un quotidiano in una settimana
  • perché a me piace ascoltare Radiopopolare

Sicuramente ci sono altri perché. Sbizzarritevi nei commenti.

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  1. Il problema è che le ragioni che elenchi sono le stesse per cui al potere conviene non finanziarla, la cultura.

  2. Perché avrebbe più senso usare 245 milioni per promuovere la cultura e l’informazione pluralista piuttosto che regalarli alle scuole private (quasi sempre cattoliche), visto che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO” (art. 33 Costituzione Italiana). Ma poi chi glielo spiega al papa?

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