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ci vediamo in piazza

In giornalismi on February 13, 2011 at 12:14 pm

È una settimana che ci sfrantumano le ovaie spiegandoci perché è giusto scendere in piazza. O perché quelle che manifesteranno oggi sono delle bacchettone moraliste veterofemministe giustizialiste. Tutte e due le posizioni possono vantare prestigiose esponenti del giornalismo, della politica, dei movimenti femministi, della chiesa (!)…

Ma, da che mondo è mondo, quando c’è una manifestazione chi è d’accordo va in piazza e chi non è d’accordo resta a mugugnare davanti o dentro al televisore, a seconda dei casi. Prima della manifestazione della Fiom ci è toccato al limite sentire qualche ministro che preconizzava piazze incendiate da orde di facinorosi. Perché in questo caso mi devo sorbire schiere di donne che con sofismi a dir poco contorti riescono a sostenere che andando in piazza diamo ragione a Berlusconi?

Io avevo già detto che mi irritavano le iniziative via internet ma sarei stata ben contenta di alzare il culo per andare in manifestazione.  E avevo anche già detto che il sesso e le orge sono la cosa meno preoccupante tra tutto quello che sta venendo fuori.

Mettiamola così. Vorrei vivere in un paese in cui non ci fosse bisogno di scendere in piazza per rivendicare il fatto che le donne hanno la stessa dignità degli uomini (tipo l’Inghilterra). Vorrei vivere in un paese in cui gli uomini si indignano tanto quanto le donne per il fatto che la stragrande maggioranza di quell* che sono in Parlamento ci sono arrivati facendo “favori” al potente giusto, e non per merito. Vorrei vivere in un paese in cui il sesso non fosse considerato sempre e comunque una colpa e una cosa da nascondere e che fosse più incazzato per le tangenti sugli oleodotti in Russia che per le foto di Putin nudo nella magione di mister B. in Sardegna. Vorrei vivere in un paese che capisse che le papi-girls sono, certo, il prodotto del drive-in; ma che anch’io sono cresciuta con il drive-in e ho fatto scelte diverse. Vorrei vivere in un paese in cui una ragazza possa essere contemporaneamente una brillante laureata e divertirsi a fare i pompini a chi vuole lei, senza voler ricevere nulla in cambio se non un orgasmo decente. E vorrei vivere in un paese dove I e Le laureate brillanti potessero far carriera senza fare pompini (più o meno metaforici) a nessuno.

Però vivo in Italia. Ci vediamo in piazza.

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