la ele

del giornale e di altre fandonie

In giornalismi on April 7, 2011 at 5:40 pm

Sì, prendersela con il Giornale è come sparare sulla Croce rossa. Ma se un portantino si sporge con un mitra dal finestrino è legittimo rispondere al fuoco. Ancora un volta Sallusti è riuscito a mettere in prima pagina una bugia colossale. Passi il titolo ad effetto (“processate la Boccassini“, che tra l’altro è ormai un refrain così scontato che di effetto non ne fa molto).

Quando si sparano titoli così urlati però, in genere, nell’articolo si ristabiliscono le proporzioni e per quanto la realtà risulti guardata da una prospettiva così ristretta da non essere più riconoscibile, resta pur sempre la realtà. Non in questo caso. Sallusti afferma candidamente che “a occhio i pm della procura di Milano hanno commesso un reato”. Non è vero. Punto.

Evito di disquisire sull’interpretazione della legge. Ammettiamo per un momento che i giudici di Milano si trovassero davvero nella situazione prevista dall’art. 4, comma 1, della legge 140 del 2003. Cosa succede? L’art. 343 del codice di procedura penale ci dice che avrebbero dovuto chiedere l’autorizzazione alla Camera. Salvo quanto dispone l’art. 346: anche se non c’è ancora l’autorizzazione, i giudici possono continuare le intercettazioni per acquisire le prove ritenute necessarie. E se poi l’autorizzazione non arriva? Ancora l’art.343, al comma 4, prevede che le prove così acquisite non possono essere utilizzate. Punto. Non è un reato.

I magistrati hanno sbagliato? Peggio per loro. Se non hanno altre prove, l’imputato sarà assolto perchè quelle prove lì non potevano raccoglierle in quel modo. Succede tutti i giorni in tutti i tribunali d’Italia senza tutto questo clamore. Ed è quello che sarebbe successo anche in questo caso se non fosse che (come ha precisato Bruti Liberati, procuratore capo di Milano) quelle intercettazioni non sono affatto finite nel fascicolo d’accusa per il processo Ruby. Sono state consegnate agli avvocati difensori per metterli al corrente di tutto quanto era stato raccolto. A garanzia del diritto di difesa.

Ma, si sa, mister B. preferisce difendersi in televisione che nelle aule dei tribunali.

Quindi chiediamoci: alla fin fine, a chi giova tutto questo? Chi ha da guadagnarci qualcosa nello screditare i magistrati? …chi avrà passato le carte a un giornalista?

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