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“Ti aprirei come il tonno rio mare”

In pensandoci su on June 16, 2012 at 1:41 am

Questo è un post con un sacco di credits che non specifico, tanto chi di dovere si riconoscerà. Questo è il post dei luoghi comuni da buttare via, ché ormai puzzano di rancido.

Cari ragazzi, le dimensioni contano. Se avete trovato una ragazza che vi dice il contrario, siete degli artisti del cunnilingus: buon per voi, ma soprattutto per lei. Per tutti gli altri, la buona notizia è che le dimensioni contano, ma devono essere quelle giuste: quel vostro compagno di squadra che guardate tutti con un misto di ammirazione e terrore sotto la doccia (sembra ce ne sia uno in ogni spogliatoio) non è messo benissimo. Gli ci vogliono dei preliminari così lunghi, che prima di riuscire a infilarlo lei si sta già fumando una sigaretta.

Parlando di preliminari: il sesso orale. Ci piace. Anche a noi fanciulle, intendo. Anche se non ne parliamo ossessivamente ed è raro incontrare una ragazza che ve lo chieda (se l’aveste incontrata, smettete di leggere e andate a trovarla. Di sicuro sono meglio le sue spiegazioni del resto di questo post). Parlando della maggioranza, invece, non ve lo chiederà e – purtroppo esistono delle sventurate – potrebbe addirittura non averlo ancora provato. Ma piace, quindi datevi da fare; è il modo migliore per poter sperare di essere ricambiati.

Ovviamente per piacere deve essere fatto bene, ma non mi dilungherò su questo. Il web è pieno di post e forum e articoli per spiegare che non ci sono interruttori e che voi non siete dei rotowash, andate a studiarveli.

La novità, sorelle, è che ci sono anche post e forum e articoli che spiegano tutto quello che dovreste sapere e che non avete mai pensato di dover imparare sulla fellatio: non tutte la sanno fare. Ebbene sì, scendete dalla vostra torre d’avorio (o di ebano) e date una sbirciatina. Nessun uomo vi dirà mai che non siete capaci – la loro religione gli impedisce di rifiutare un pompino – ma questo non significa che siate brave. Come dite? Se non importa a lui, figuriamoci a noi?! Va bene, ma quando vi mollerà andate a sfracassare l’esistenza alla posta del cuore di Fabio Volo.

A proposito di stupidi: parafrasando liberamente la terza legge di Cipolla, una persona che si masturba non causa un danno a nessun’altra persona né gruppo di persone realizzando nel contempo un vantaggio per sé. Corollario (rivolto soprattutto alle signorine): masturbarsi è l’esatto opposto della stupidità, perché negarlo? Anche noi ci masturbiamo e dovremmo esserne piuttosto fiere. Una ragazza che si masturba è più felice, più indipendente e saprà educare meglio il suo partner. E, per le religiose, noi non disperdiamo nemmeno il seme: non c’è proprio motivo per cui rinunciare a un’attività tanto sana e gioiosa.

C’è una discreta possibilità che chi si masturba abbia anche guardato un porno, uomo o donna che sia. Quindi sì, anche le donne guardano i film porno. E voi (mi tocca rivolgermi ancora alle fanciulle, ahimé) che vi state scandalizzando e non l’avete mai guardato, dovreste vederlo, almeno per curiosità. Inutile protestare perché non c’è la trama, ma sono tutti depilati, ma quanto dura, ma nessuno viene così tanto, ecc. ecc. È un porno: è fatto per farti vedere quella roba lì e farti eccitare. Non ti piace, non ti ecciti? Può capitare. Io non sopporto i film di fantascienza, per dire. Ma pretendere che sia realistico sarebbe come pretendere che tutte le commedie romantiche si concludano con un divorzio.

Questo era nato come un blog che parlava di giornalismo e dintorni, e potreste legittimamente domandarvi che c’entra tutto ciò con il giornalismo. Io ho trovato tre giustificazioni per questo post, scegliete quella che preferite: (1) dal bunga bunga in poi, c’entra eccome; (2) si parla pur sempre di comunicazione; (3) dipende… dal tempo.

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due etiche due partiti

In giornalismi on May 16, 2011 at 2:18 pm

Dominique Strauss-Khan è in un carcere del commissariato di Harlem, in attesa di giudizio, perché una donna l’ha accusato di un crimine vergognoso. Questo contrattempo gli ha impedito di essere presente oggi a un vertice con il cancelliere tedesco Angela Merkel, in cui avrebbero dovuto discutere le sorti dell’Europa e della finanza mondiale. Sulla base della sola accusa, si sta già discutendo il nome del suo successore al vertice del Fondo monetario internazionale.

Vi viene in mente niente?

Il parallelo deve essere sfuggito ai nostri garantisti. Secondo il Giornale, quel socialista ninfomane è in una situazione molto grave e “non ha alternative alle dimissioni”.

ci vediamo in piazza

In giornalismi on February 13, 2011 at 12:14 pm

È una settimana che ci sfrantumano le ovaie spiegandoci perché è giusto scendere in piazza. O perché quelle che manifesteranno oggi sono delle bacchettone moraliste veterofemministe giustizialiste. Tutte e due le posizioni possono vantare prestigiose esponenti del giornalismo, della politica, dei movimenti femministi, della chiesa (!)…

Ma, da che mondo è mondo, quando c’è una manifestazione chi è d’accordo va in piazza e chi non è d’accordo resta a mugugnare davanti o dentro al televisore, a seconda dei casi. Prima della manifestazione della Fiom ci è toccato al limite sentire qualche ministro che preconizzava piazze incendiate da orde di facinorosi. Perché in questo caso mi devo sorbire schiere di donne che con sofismi a dir poco contorti riescono a sostenere che andando in piazza diamo ragione a Berlusconi?

Io avevo già detto che mi irritavano le iniziative via internet ma sarei stata ben contenta di alzare il culo per andare in manifestazione.  E avevo anche già detto che il sesso e le orge sono la cosa meno preoccupante tra tutto quello che sta venendo fuori.

Mettiamola così. Vorrei vivere in un paese in cui non ci fosse bisogno di scendere in piazza per rivendicare il fatto che le donne hanno la stessa dignità degli uomini (tipo l’Inghilterra). Vorrei vivere in un paese in cui gli uomini si indignano tanto quanto le donne per il fatto che la stragrande maggioranza di quell* che sono in Parlamento ci sono arrivati facendo “favori” al potente giusto, e non per merito. Vorrei vivere in un paese in cui il sesso non fosse considerato sempre e comunque una colpa e una cosa da nascondere e che fosse più incazzato per le tangenti sugli oleodotti in Russia che per le foto di Putin nudo nella magione di mister B. in Sardegna. Vorrei vivere in un paese che capisse che le papi-girls sono, certo, il prodotto del drive-in; ma che anch’io sono cresciuta con il drive-in e ho fatto scelte diverse. Vorrei vivere in un paese in cui una ragazza possa essere contemporaneamente una brillante laureata e divertirsi a fare i pompini a chi vuole lei, senza voler ricevere nulla in cambio se non un orgasmo decente. E vorrei vivere in un paese dove I e Le laureate brillanti potessero far carriera senza fare pompini (più o meno metaforici) a nessuno.

Però vivo in Italia. Ci vediamo in piazza.

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